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Luca Telese
Luca Telese

Giornata Mondiale dei Diritti dei Consumatori, a “tu per tu” con l’avvocato Massimiliano Dona

Parla il Presidente dell’Unione Nazionale Consumatori, la prima associazione consumerista in Italia. - di Luca Telese


Avvocato Dona, stiamo celebrando la giornata mondiale dei consumatori. Si tratta solo di una ricorrenza simbolica?

“Tutt’altro. Come le spiegherò a breve mai come oggi è una ricorrenza importante”. 

Molti pensano che con la pandemia i diritti dei consumatori siano diventati un lusso che non ci possiamo permettere… 

“È esattamente il contrario. La pandemia ha cancellato dei diritti, ha aumentato il numero di truffatori che ci minacciano, ci ha resi più indifesi e più vulnerabili”

Come lo spiega?

“Purtroppo è una conseguenza inevitabile: siamo chiusi nelle case, siamo spaventati, abbiamo bisogno di più sostegno. E quando questo accade qualcuno prova ad approfittarsene”

Massimo Dona, cinquant’anni, Presidente dell’Unione Nazionale Consumatori, in queste ore è appassionato e anche arrabbiato. La sua associazione è sommersa di segnalazioni, denunce, reclami. Il dossier truffe-Pandemiche si è gonfiato così tanto che merita un racconto. Una guida per essere meno indifesi nel momento più difficile.

Avvocato Dona, lei dice che con il virus si è aperta una nuova letteratura. Cosa intende?  

“Sono nate nuove casistiche giuridiche. Le faccio l’esempio del contratto cancellato dall’emergenza: pensate alle vacanze, alle palestre, al tema delle madri che lavorano e che non hanno più i nidi per i loro figli. Stabilire di chi è la responsabilità e chi paga, in tempi come questi, non è un problema da poco”

 Partiamo proprio da qui: esisteva già, tuttavia, una fattispecie giuridica 0:4 per questi casi…

“Ovviamente si. Quella della cosiddetta “Impossibilità sopravvenuta”. Se una obbligazione non può essere fornita però causa forza maggiore il codice civile prevede che tu non ti puoi fare pagare”

Però si sono dovute aggiornare le categorie?

“Perché prima questo caso noi lo studiavamo solo sulla carta”

Ovvero?

“Quando ero studente di Giurisprudenza circolava un caso di scuola: quello del concerto di capodanno”

Lo racconti!

“Un cantante deve andare a fare una serata a Capri. I traghetti sono sospesi, non può traversare il mare…”

E cosa accadeva in questo caso di scuola?

“Il diritto dice che non puoi essere pagato per la performance che non hai sostenuto. Anche se non è colpa tua, anche se non avevi la possibilità di traversare il mare. Ecco cos’è l’impossibilità sopravvenuta”

La Pandemia, invece, ci ha regalato centinaia di nuovo esempi…

“Esatto. Ed ecco il più recente, ma che ormai è già diventato un classico: avevamo tanti consumatori che dicevano: “Io non me la sento di chiedere il rimborso alla palestra, costretta a chiudere per causa forza maggiore”.

Comprensibile…

“Poi però hanno iniziato ad arrivarci tante segnalazioni. Alcune grandi catene continuavano a prelevare il canone dell’abbonamento anche se gli abbonanti non potevano frequentare…”

Ed è stata una tipologia che si è ripetuta?

“Certo. È accaduto anche per i corsi di musica e di danza dei ragazzi, per il golf, per i poligoni…. come consideri l’associato? Come uno che usufruisce di un servizio o come un abbonato?”

Siete scesi in campo…

“Ovviamente si. Siamo riusciti ad ottenere una ottima soluzione”.

Quale?

In tutti questi casi il rimborso al consumatore è obbligato.  Ma può essere sostituito con un voucher che ha un anno e mezzo di durata”.

E alla fine di questo periodo?

“Se uno lo esige può essere previsto anche un rimborso in denaro. Così sono più tutelati tutti. Ma questo esempio spiega come la Pandemia abbia ribaltato un luogo comune giuridico”.

Bene, è vero che le truffe solo in aumento? 

“Le truffe online si sono decuplicate rispetto al passato”.

Possibile? 

Purtroppo si”.

Ma come mai? Sembra un aumento spropositato…

“Non dimentichi i tre effetti che il lock-down ha prodotto…”

Quali?

“C’è la paura, l’ingrediente primario. C’è il tempo, il fattore scatenante. Ed esistono i nuovi bisogni indotti dall’emergenza”.

Cosa intende?

“Che molte di queste nuove truffe sono a tema sanitario. Esistono solo perché c’è il Covid-19”.

Mi fa degli esempi?

“Potremmo fare notte. I Braccialetti anti-covid, gli spray anti-covid, i ciondoli anti-covid…. la fantasia dei delinquenti si è scatenata…”

Con prodotti tarocchi?

“Ovvio. Poi c’è tutta una sfida di pubblicità ingannevole a tema”

Del tipo?

“Hanno venduto e reclamizzato dei normali integratori come degli integratori anti-Covid-19…” 

E poi?

“Poi ci sono truffe che non sono collegate direttamente alla Pandemia, ma che seguono le nuove tendenze della Pandemia”

Ad esempio?

“Vuoi guadagnare tremila euro al mese senza fare nulla con Amazon. Quanti di noi si sono imbattuti mentre navigavano su internet in questo amo per gonzi?”

Su cosa fa leva? 

“Sul fatto che la gente sta a casa, senza lavoro, senza nulla da fare…”

Come funziona questa trappola?

“Sono finte piattaforme di trading online, molto sofisticate”

In che senso? 

“Usano la tecnica della classica truffa. E seguono un vero e proprio “training seduttivo” con il malcapitato.”

Cioè?

“Ti aprono un conto di moneta virtuale. Ti fanno investire. Ti fanno guadagnare. Il primo mese, magari, hai messo cinquemila euro e arrivi fino a 15mila euro…”

E non puoi incassare ed uscire?

“Ehhhhh ovviamente no. È un conto chiuso, non convertibile. Ma il meccanismo è costruito così bene, che la gente non vuole mai uscire. Inizia a vincere, prende fiducia in sé, è inebriata dalla sensazione è dalla facilità dei guadagni…”

E poi?

Poi ti massacrano”. 

È un conto virtuale che resta nella disponibilità dei truffatori. E quando loro pensano di aver raggiunto il massimo del guadagno si dissolve nel nulla, per l’utente inconsapevole, insieme a tutta l’architettura del sistema.

Ma quanto riescono a rubarti?

“Molto: sono scaltri, esperti, sofisticati. Una signora ha denunciato di aver messo sulla piattaforma un milione di euro che si sono volatilizzati…”

Questo sarà il caso limite, ma pare incredibile anche che la gente possa rischiare molto meno…

“No, il punto è questo. C’è la fragilità psicologica di chi è a casa, solo, privato della rete di sicurezza che la nostra vita normale ci offre”

Il lock-down ci rende più soli… 

“Esatto. E poi c’è la predisposizione psicologica. Il consumatore sogna di uscire dalla Pandemia con una scorciatoia. E quella arriva grazie alle proposte miracolistiche…” 

Però alcune sono davvero inverosimili…

“Non faccia l’errore di sottovalutare quei messaggi. Un certo tipo di truffe servono a selezionare il cliente…”

 In che senso? 

“Molti amici mi chiedono: ma chi mai può cadere nella truffa del principe nigeriano?”

Non la conosco…

“Ti arriva un messaggio su internet. È un principe. Dice che sta in Nigeria. Aggiunge che ha bisogno di aiuto. Che è costretto all’espatrio in Europa e che gli servono solo dei soldi per il notaio. E che se otterrà questo prestito – dieci/quindicimila euro – sarà gentilissimo nella ricompensa”

A me pare una cazzata…

“Sì. A me, a lei. Ma non a tutti. E l’amo non arriva subito: inizia un dialogo lunghissimo, con telefonate, contatti, finte prove, una relazione quasi amicale che si stabilisce seguendo un vero e proprio protocollo di seduzione ed inganno, calcolato nel minimo dettaglio”

E non si brucia con il tempo?

“Macché!! C’è sempre qualche potenziale vittima che non la conosce. Gira ancora su internet. Magari con delle piccole varianti: il principe ha bisogno di trasferire i suoi soldi ma deve pagare il notaio, l’imprenditore deve cedere la sua fabbrica…”

Me ne racconti un’altra…

“La lettera della finta Acea…”

Ci è caduto anche Augias, che ne ha scritto nella sua rubrica su La Repubblica..

“Esatto. Perché non bisogna pensare che capiti solo ai “gonzi”. I gonzi siamo tutti noi, presi – magari – nel nostro unico momento di debolezza o, come in questo caso, di distrazione.”

Però lo schema è sempre lo stesso?

“Come la truffa del Colosseo. Ma sempre con nuove varianti”

Perché siamo così bombardati?

 Perché i social ci avvolgono sempre di più, anche se noi non ce n’è accorgiamo, e i truffatori ci inseguono fin dentro casa. Ora – per dirne una – il fishing si è trasferito dalle mail su WhatsApp, e guadagna vittime ogni ora…”

Altro esempio?

 “Siamo le poste. Abbiamo notato un tentativo di inserimento illecito nel suo conto”.

La truffa vera che nasce denunciando una truffa finta…

“Un classico. Tu accedi, ti trovi un sito ombra di quello delle poste, quasi indistinguibile. Inserisci le tue chiavi di accesso e sei fregato”

 Cosa fanno?

 Loro operano con le loro coordinate e ti svuotano tutto”

 E poi?

“Si stanno infilando anche nelle piattaforme di acquisto tra privati. E-bah e affini, per capirci…”

 Ma come funziona?

“Il consumatore che deve vendere è la vittima. Ti rubano i dati con una richiesta di fiducia: “Mandami la copia del tuo documento di identità”. 

 E cosa ci fanno?

“Ti usano come strumento di inganno. Usano – cioè –  la tua identità per truffare altre persone”.

 Terribile.

 “Ma è accaduto di peggio”.

 Ovvero?

“Le case vacanze inesistenti. Altra truffa che attecchisce meglio grazie al desiderio di liberazione e di catarsi prodotto dalla Pandemia”

 Tipo?

“Ecco una meravigliosa masseria a mille euro a settimana. Manda un acconto di cento euro”

 E ti rubano solo quello?

 “Magari. Molti clienti partono, arrivano in Puglia, e all’indirizzo della masseria trovano una macelleria. O un prato”.

 Quindi ti rubano anche il viaggio?

“Peggio. Un signore si fece trovare ad una rotonda ad Ostuni. Consegnò le chiavi in cambio del saldo e disse: “Ci vediamo stasera in agenzia, io vado a dare le chiavi agli altri”. Ovviamente non esisteva nessuna agenzia”

 Terribile. Che altro?

“Si vendono le finte auto importante dalla Germania che non arriveranno mai”

 Altro?

“La nuova frontiera: i pacchi sottratti al ritorno rispediti ad Amazon esercitando il diritto di recesso”

 Altro fenomeno para-Pandemico.

“Esatto. È terribile perché riconoscono quei pacchi di reso, li aprono, sostituiscono con un oggetto a bassa qualità. Pensi a uno smart-phone o a un computer. Ma anche vestiti di lusso fuori taglia, scambiati con stracci. E il cliente si vede defalcato l’importo”.

 Come si evita?

“Solo con la spedizione assicurata”.

 E infine?

“Le cosiddette “truffe romantiche”, adescamenti via Facebook”

 Di romantico che cosa hanno?

“Entri in relazione con una persona. Non sospetti nulla. Quella ti diventa amica. Magari la vedi come una potenziale conquista. Ad un certo punto lei/lui ti dice che deve operare il padre o la madre di cui ti ha già parlato. E che ha bisogno di soldi…”

 Strano caderci.

“Mica tanto. Pensi che proprio per quello che dice lei, molti sono restii a denunciare. Ti senti uno stupido, un cretino”

 E invece?

“Invece sei vittima di un lavoro scientifico che può durare mesi”

 Come?

“Hanno un call center, migliaia di persone che tengono piattaforme nell’est europeo. Hanno banche dati. Hanno profili psicologici in cui incasellarti”

 Ma quanto dura?

“Ecco il fattore tempo. Anche mesi, se serve. E tu pensi di parlare con un individuo, ma in realtà si alternano decine di persone che si danno il cambio e attingono alla banca dati che si riempie con tuo dati privati: il nome di tua figlia, quello del tuo gatto, cosa hai fatto la settimana prima”

 Pazzesco. Cosa stiamo celebrando, avvocato Dona? Quale ricorrenza?

“La giornata europea dei diritti dei consumatori cade nell’anniversario della dichiarazione di Kennedy, del 15 marzo del 1962”.

 Cosa diceva JFK in quel discorso?

“Per la prima volta nella storia vennero riconosciuti i diritti di chi comprava: “Se non li tuteli – diceva Kennedy – i suoi dollari diventano avariati. Non producono ricchezza”. Ed è una frase così vera, che la guerra per la difesa di questi diritti, ancora oggi, per tutto quello che abbiamo detto, è una battaglia più importante di quanto non si pensasse sessant’anni fa”

 

 

Credits: Image courtesy Piqsels

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